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Volkswagen e Suzuki - Niente Intesa

Volkswagen e Suzuki - Niente Intesa

Tra Volkswagen e Suzuki è crisi. Hans Demant, responsabile dei progetti internazionali del Gruppo di Wolfsburg, adesso lo ha confermato ufficialmente: il Costruttore tedesco e quello giapponese resteranno società distinte. E Fiat sta alla finestra...

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Tutto ha inizio nel 2009 con l’alleanza fra Volkswagen e Suzuki, che doveva portare frutti importanti (i tedeschi avevano incamerato una quota del 19,9% della Casa nipponico per 2,5 miliardi dollari, con cessione a Suzuki del 2,5% di VW); il colosso di Wolfsburg poteva sfruttare la partnership per accelerare l’ascesa a numero uno al mondo, e la Casa orientale poteva a sua volta crescere; ma quella fra il Gruppo teutonico e il Costruttore giapponese pare una storia d’amore già terminata.

Volendo riassumere la telenovela nippo-tedesca, è stato il numero uno Volkswagen Martin Winterkorn a definire inizialmente l’accordo una "totale delusione". Più esattamente: "Suzuki pretende le nostre più raffinate tecnologie, senza fornire in cambio alcunché". E ancora: "I giapponesi hanno forse bisogno di essere educati sul come gestire rapporti di lavoro". Questa la traduzione di Newstreet.it a quanto riportato sul "Der Spiegel", autorevole settimanale di terra tedesca.

Al che, è sceso in campo Osamu Suzuki, 81enne presidente dell’omonimo gruppo. Attraverso il blog del periodico giapponese Nikkei: segno di grande apertura mentale, di modernità. In sostanza, il Signor Suzuki premette che le due società si differenziano per dimensioni e fatturato; ma ecco l’affondo: i dirigenti Volkswagen magari ritengono che Suzuki sia sotto il loro "ombrello". Così non è. Se un accordo c’era inizialmente, ha detto Osamu, ora sembra vacillare. E seppure abbiamo tratto insegnamento dalle tecnologie Volkswagen, non una si è rilevata tanto meritevole da essere utilizzata immediatamente. Chiusura velenosa: se fossimo privi di nuove tecnologie, allora potremmo rivolgerci a società nostre partner.

E il vicepresidente della Suzuki, Yasuhito Harayama, ha rincarato la dose: "Se necessario, formeremo altre alleanze, come quella che abbiamo in atto con l’italiana Fiat". Da parte tedesca, il responsabile finanziario di Wolfsburg, Hans Dieter Pötsch, ha dichiarato: "La nostra collaborazione strategica con Suzuki si sta sviluppando troppo lentamente rispetto alle aspettative". Risultato, l’alleanza "dovrà essere totalmente riesaminata".

Anche il vicedirettore esecutivo di Suzuki, Yasuhito Harayama, ha detto la sua: Suzuki non intende entrare nel consolidato VW e il Gruppo giapponese intende rimanere indipendente. Le alternative: alleanza alla pari, o tanti saluti al gigante germanico.

Se per Volkswagen l’obiettivo era far entrare Suzuki nella loro orbita, l’ennesimo marchio dell’impero sconfinato, per il Lingotto un’integrazione maggiore con i nipponici le darebbe una rete commerciale e distributiva enorme: una testa di ponte verso i Paesi asiatici emergenti. In più, si completerebbe l’offerta in termini di Suv e crossover. Ovviamente, ne trarrebbe beneficio anche Suzuki: ampliamento della gamma ed economie di scala. Ultimo, ma non ultimo, la fornitura da Fiat 1.6 Multijet, un diesel d’oro per consumi bassi a fronte di ottime prestazioni. E anche Automobilwoche ha rilanciato le voci su un possibile rafforzamento del legame tra Suzuki e Fiat.




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