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STRADE E MULTE «
Limiti di velocità, ricorsi al giudice di pace, al prefetto o in cassazione
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AUTOV: MA NON DOVREBBERO PREVENIRE? 2372 luca84 2 10/08/2007
clobrother

Scritto il 12/04/2007 alle ore 13.34
luca84
PENNE (PESCARA)

Utente Iscritto da
aprile 2007

salve a tutti,
vi scrivo per descrivervi una situazione che mi è capitata qualche giorno fa. preciso subito che lavoro ad una 30ina di chilometri di distanza dalla mia città di residenza, e raggiungo l’ufficio (pescara) da ormai 4 anni a questa parte senza aver finora preso una sola multa nonostante attraversi una strada caratterizzata da un lunghissimo rettilineo con limite di velocità a 50 km/h.
nel corso degli anni di autovelox ne ho incontrati tantissimi e li ho sempre tranquillamente evitati vuoi a volte (poche) per lampeggiamenti di altri automobilisti o nella maggior parte dei casi perchè da me visti. circa un paio di settimane fa mi è capitato però un fatto piuttosto insolito. recandomi al lavoro mi accorgo dallo specchietto retrovisore di aver appena passato una macchinetta autovelox (tralaltro clamorosamente bassa e mai vista per strada) alla velocità di circa 65/70 km/h (limite 50 km/h). torno indietro e mi accorgo che effettivamente di autovelox si trattava e che era "custodito" (si fa per dire) da una pattuglia della polizia provinciale (mai vista in giro, in rav4 completamente grigia senza segni distintivi di sorta, se non un lampeggiante poco visibile posto sul tetto). i problemi iniziano però qui, perchè: 1) l’autovelox con la relativa pattuglia erano posti in una posizione invisibile, nascosti dietro un muro che costeggia la strada e poi si chiude ad angolo rendendo impossibile l’avvistamento del relativo apparecchio o della vettura (tralaltro già di per sè difficilmente identificabile); 2) i due poliziotti erano seduti tranquillamente all’interno della propria vettura parcheggiata non di fianco all’autovelox ma addirittura in mezzo a 2-3 macchine lì parcheggiate. praticamente io che guido ero praticamente impossibilitato a vedere questa pattuglia tant’è che anche tornando indietro ho dovuto aguzzare lo sguardo per riconoscerli; se non sbaglio esiste un articolo del codice della strada in cui si dice espressamente che l’ufficiale che presiede l’autovelox o l’autovelox stesso (ora non ricordo) deve essere per forza di cose visibile all’autista ad una ragionevole distanza, cosa questa che assolutamente in quest’occasione non c’era. in macchina con me c’era mio fratello che potrebbe tranquillamente testimoniare, ma ci sono secondo voi i requisiti per un ricorso???
infine un ragionamento logico: è giusto rispettare i limiti di velocità e più in generale il codice della strada. ogni qualvolta abbia preso una multa l’ho sempre pagata senza problemi riconoscendo i miei errori (pagata anche una multa per divieto di sosta con targa della mia macchina errata...) ora però mi sorge spontanea una domanda e cioè, io devo stare nella legalità ma allo stesso modo non sono loro - le forze pubbliche - i primi tenuti a starvi? che senso ha nascondersi e fare multe su multe quando il reale compito di queste sarebbe quello di salvaguardare il traffico in altre parole prevenire e non reprimere? questo spiega tutto l’attuale senso di certi apparecchi, che servono esclusivamente per rimpinguare le casse delle amministrazioni pubbliche sempre più in crisi e nella maggioranza dei casi vicine al collasso.

Scritto il 10/08/2007 alle ore 15.01
clobrother
BUSNAGO (MILANO)

Utente Iscritto da
agosto 2007

ciao luca, ho letto il tuo articolo e volevo dirti che anche io sono stato vittima della stessa ingiustizia. per caso ti riferisci all’autovelox di collecorvino del 2 aprile? erano nascosti in maniera incredibile. a me alla fine è arrivato il verbale. tu sei riuscito a fare ricorso? vorrei tentare di impugnarlo proprio perchè erano invisibili.
grazie, ciao