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Limiti di velocità, ricorsi al giudice di pace, al prefetto o in cassazione
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BMW Z4 TEST RATING - DCI PROJECT PRESENTATION 1523 strademulteit 1 11/10/2005
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Scritto il 11/10/2005 alle ore 4.06
strademulteit
Torino/Milano (MILANO)

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settembre 2005

torino: il giudice di pace accoglie il ricorso di un automobilista «vittima» dell’autovelox in corso vercelli

prende tre multe sulla stessa curva - il giudice di pace accoglie il suo ricorso:
mancata taratura e contestazione immediata.

arriva dalla sentenza di un giudice di pace la scappatoia per gli automobilisti tartassati, a torto o a ragione, dagli autovelox disseminati fra torino e provincia. (più che scappatoia è un diritto costituzionale ad avere legalità ed una giusta giustizia...ndr).

il giudice francesco sibilla ha infatti accolto il ricorso di un conducente torinese, massimo p., che in pochi giorni si era buscato tre contravvenzioni per eccesso di velocità dalle parti del curvone di corso vercelli, con decurtazione di 6 punti dalla patente. l’occhio inesorabile dello strumento elettronico in forza alla polizia municipale ha colpito nell’arco di poche settimane, tra la fine del 2004 e l’inizio di quest’anno.

in un caso addirittura due volte nello stesso giorno: alle 10,44 e alle 11,17. «stavo girando intorno all’isolato per cercare parcheggio - si è giustificato l’automobilista davanti al magistrato - così mi hanno fotografato due volte». totale delle multe: 500 euro.

quel punto di corso vercelli, subito dopo il ponte sulla stura, sembra quasi
un’autostrada e invita a schiacciare il piede sull’acceleratore. ma il limite di velocità è fissato a 50 chilometri orari. e in tutti i tre casi, secondo il
verbale meccanizzato notificato dai vigili, il signor massimo superava di almeno 30 chilometri all’ora la soglia di legge.

quanto basta per far scattare la contravvenzione e il ritiro dei punti dalla patente. il giudice, però, ha dato torto agli avvocati del comune su due punti: la mancata contestazione dell’infrazione e la «taratura» degli apparecchi elettronici in dotazione ai vigili urbani.

nella prima circostanza il magistrato ha fatto riferimento a una recente sentenza della corte di cassazione, che stabilisce l’obbligo di fermare la
macchina che sta sfrecciando davanti all’autovelox per notificare la contravvenzione al conducente.

in caso contrario il verbale non è valido. «poiché in questo verbale è indicato un motivo generico, cioè "veicolo distante" - scrive il dottor sibilla - il ricorso va
accolto. infatti l’espressione usata non consente di conoscere la ragione concreta per cui non è stato possibile fermare il veicolo».

per quanto riguarda il problema della taratura, la considerazione del giudice di
pace è stata ancor più tranciante: «in italia non ci sono centri accreditati per la taratura degli autovelox e nessuno di tali strumenti è conforme a quanto richiesto da norme e leggi vigenti».

se gli autovelox sono loro stessi fuorilegge, come potrebbero infliggere contravvenzioni e far togliere punti dalla patente? secondo il giudice sibilla, gli strumenti elettronici dovrebbero essere periodicamente sottoposti a controlli da parte di centri specializzati, come avviene nella maggior parte dei paesi europei (francia, gran bretagna, germania, olanda, svizzera...) dove gli autovelox vengono tarati presso gli istituti metrologici nazionali.

in italia, invece, lo strumento che decide la sospensione o meno di una patente è affidato all’omologazione della ditta che li costruisce, ma nessuno può verificarne il corretto funzionamento.

news pubblicata su la stampa del 4/10/2005 (giorgio ballario)
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inserita da redazione2 s&m strademulte