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Alfa Romeo Giulietta TCT - Test
Prova su Strada

Alfa Romeo Giulietta TCT - Test

Newstreet.it prova in pista l’Alfa Romeo Giulietta con la nuova trasmissione a doppia frizione TCT. Compatta, veloce e leggera, garantisce ottime performance e comfort, diminuendo i consumi. Disponibile su 1.4 TB 170 CV e 2.0 JTDM 170 CV a 1.700 Euro.

Video  Alfa Romeo Giulietta TCT
Video  Alfa Romeo Giulietta TCT - Test

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Prova su Strada - Alfa Romeo Giulietta TCT - Test
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Un anno intero dopo la prima prova su strada dell’Alfa Romeo Giulietta, Newstreet.it è tornato sulla pista prove Fiat Group di Balocco (VC) per testare a fondo il nuovo gioiello meccanico made by Alfa Romeo: il cambio robotizzato a doppia frizione a secco TCT.

La nuova perla tecnologica del Biscione, da subito disponibile in concessionaria su Giulietta e condivisa con la sorella piccola Alfa Romeo MiTo (1.4 MultiAir 135 CV), arricchisce così la gamma della compatta di successo fornendo un’allettante alternativa al già efficiente cambio manuale a 6 marce.

Prestazionale, efficiente, confortevole e leggero, il nuovo cambio Alfa TCT è un’innovativa trasmissione a doppia frizione a secco (DCT - Dual Clutch Transmission), con modalità manuale/sequenziale ed automatica e spiccate doti di elasticità e robustezza, capace di effettuare cambiate morbide ma fulminee e sopportare alti livelli di coppia.

L’Alfa TCT è disponibile sulla motorizzazione a benzina 1.4 MultiAir Turbo da 170 CV e sulla versione diesel 2.0 JTDM da 170 CV, al prezzo di 1.700 Euro, indipendentemente dall’allestimento scelto per la propria vettura (Progression, Distinctive ed Exclusive).

"...MI PRESENTO, SONO GIULIETTA!..."

Per presentare in maniera esaustiva tutte le caratteristiche del prodotto Giulietta, forte del nuovo cambio Alfa TCT, quale migliore squadra se non quella formata dai protagonisti assoluti del percorso idea-progetto-sviluppo-marketing?

Massimo Faraò, Alfa Romeo Marketing Director, avvia la conferenza stampa "snocciolando" una serie di numeri importanti per comprendere meglio la strada che ha portato al progetto Giulietta TCT e soprattutto obiettivi di vendita ed aspettative dal mercato:

"Il 2011 è stato un anno di grande crescita per Alfa Romeo che in Europa è passato dallo 0,8% all’1% proprio grazie a Giulietta. Le quote della vettura rappresentano infatti il 2,8% in Europa e il 14,5% in Italia: sono le più alte mai raggiunte da un’Alfa Romeo nel segmento delle compatte. In termini assoluti, nel 2011 sono state immatricolate circa 80.000 vetture in Europa, di cui il 45% in Italia (35.000).

I mercati esteri sui quali Giulietta ha fatto registrare i risultati migliori sono quelli francese (più di 9.200 vetture), inglese (più di 7.100 vetture) e tedesco (più di 6.300 vetture) e dal lancio le Giulietta ordinate in tutto il mondo sono state quasi 140.000. Nella commercializzazione della vettura vengono preferiti gli allestimenti alti di gamma "Distinctive" e "Exclusive" i quali pesano circa il 90% del totale.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, le vendite sono sbilanciate verso le versioni più potenti: ad esempio il 1.4 MultiAir 170 cv ha un mix di vendita del 15%, circa 7 volte la media del segmento in questa fascia di potenza. La motorizzazione in assoluto più venduta è il 1.6 MultiJet 105 cv, che ha fatto registrare il 35% sul totale delle vendite.

Il colore più venduto è il bianco ghiaccio, che tutti ricorderete per le pubblicità e che è scelto per il 35% delle vetture, mentre i rossi, immancabili nella gamma Alfa, rappresentano circa il 16% del totale.
Giulietta ha da subito conquistato un target di pubblico molto ampio e diversificato: la vettura è stata preferita da clienti con un’età media di 40 anni e un’istruzione medio-alta, dalle donne per un 20% (in linea con il mercato) mentre le famiglie rappresentano ben la metà degli acquirenti, rispetto alla media del segmento che è di un quinto. Questi ultimi due dati rappresentano un inversione di tendenza nel target Alfa Romeo, a testimoniare quanto l’eleganza e praticità della vettura sia stata apprezzata dal pubblico".

La parola passa quindi all’Ing. Francesco Cimmino, Chief Engineer di Fiat Powertrain Technologies, "mente e braccio" nella realizzazione della trasmissione Alfa TCT, che fornisce una chiave di lettura più tecnica delle caratteristiche del gruppo trasmissione:

"Il cambio automatico a doppia frizione a secco Alfa TCT di ultima generazione è il nuovo punto di riferimento della categoria per il rapporto tra performance, consumi ed emissioni. L’innovativa trasmissione assicura comfort di guida e feeling sportivo con una migliore efficienza, ottenendo miglioramenti anche rispetto alle corrispondenti versioni manuali.

La trasmissione funziona in modalità completamente automatica oppure in modalità sequenziale. Grazie al selettore di guida Alfa D.N.A., il guidatore può anche personalizzare il carattere della propria vettura esaltandone le doti di comfort, performance, sicurezza ed efficienza.

Il nuovo cambio Alfa TCT è composto da due trasmissioni in parallelo, una per le marce pari ed una per le dispari, ognuna con la sua frizione, che consentono la selezione e l’innesto della marcia successiva mentre quella precedente è ancora innestata. Il cambio marcia viene quindi effettuato con un veloce scambio delle corrispondenti frizioni senza interrompere l’erogazione di coppia e garantendo riduzione di consumo fino al 10%.

La tecnologia Alfa TCT, che impiega frizioni a secco ("Dry"), permette inoltre la naturale integrazione col sistema Start&Stop. Il funzionamento del cambio Alfa TCT è progettato anche per sfruttare al meglio l’interazione del motopropulsore con i sistemi vettura. Per permettere il miglior comportamento su strada a seconda delle condizioni di guida e delle volontà del guidatore, il cambio interagisce con l’Alfa D.N.A., con il sistema frenante, quello del controllo motore e con il controllo di stabilità del veicolo (VDC).
Per quanto riguarda l’ergonomia, quando si parcheggia, si è in coda o si parte lentamente dal semaforo, la vettura si avvia dolcemente, semplicemente lasciando il pedale del freno grazie alla funzione di "Creeping".

PRESTAZIONI

Per quanto riguarda le performance assolute, nella Giulietta TCT 1.4 TB MultiAir da 170 CV, la velocità massima è di 218 km/h con appena 7,7 secondi per passare da 0 a 100 Km/h. prestazioni eccellenti con un occhio particolare ai consumi: 5,2 l/100Km nel ciclo combinato e 121 g/km di CO2.

Anche in abbinamento al motore diesel 2.0 JTDM da 170 CV i valori registrati sono da primato: infatti, rispetto alla stessa versione con cambio manuale, l’accelerazione da 0 a 100 km/h passa da 8,0 secondi a 7,9 secondi, i consumi (ciclo combinato) passano da 4,7 l/100Km a 4,5 l/100Km mentre le emissioni CO2 raggiungono un livello ai vertici della categoria per un motore di questa potenza pari a 119 g/Km (124 g/Km con il cambio manuale).

I bassi costi di gestione di questa vettura, uniti ai consumi ridotti, ne fanno una scelta ideale anche per le flotte aziendali. Infatti le frizioni del DCT by Alfa Romeo sono testate nelle peggiori condizioni di guida per durare quanto la vettura su cui sono installate, senza necessitare di manutenzione straordinaria (oltre i tagliandi standard) e comunque per più di 200.000 km.

SU STRADA

Avere a disposizione una location d’eccezione come la pista prove Fiat di Balocco (VC), ex pista prove privata Alfa Romeo, ed un parco auto firmato dal Marchio più sportivo di tutto il Gruppo Fiat non è cosa da tutti i giorni. Nonostante il clima poco generoso dei noti inverni piemontesi, la voglia di strapazzare tra i cordoli l’Alfa Romeo Giulietta con il nuovo cambio TCT fa battere quello che gli appassionati chiamerebbero propriamente "Cuore Alfista".

1.4 MultiAir Turbo Benzina 170 CV

Deboli nel resistere alle tentazioni, ci facciamo catturare subito dalle promesse sportive della motorizzazione a benzina. È il famoso propulsore MultiAir Turbo, fiore all’occhiello della tecnologia FPT, capace di spremere 170 CV da soli 1,4 litri di cilindrata, grazie all’innovativo sistema di gestione dell’alzata valvole. Bianca o rossa non fa differenza, se non per la dimensione dei cerchi e la modalità dell’assetto: 16 pollici con assetto comfort, 17 pollici per lo sport. Questo farà la differenza!

La MultiAir ha un motore sorprendente, qualità già apprezzata durante la prova del modello con trasmissione manuale a 6 marce, pronto, elastico e progressivo, con un allungo apparentemente infinito e con una curva di coppia veramente apprezzabile. Si raggiungono in fretta velocità fuori codice, quasi senza accorgersene, complice l’ottima insonorizzazione ottenuta con cristalli più spessi del 20% e doppie guarnizioni. Certo i consumi, nonostante l’efficienza del cambio, risentono molto dei "piedi pesanti" e spesso, se si esagera, si può fare fatica a rispettare i dati dichiarati.

A proposito del cambio? L’accoppiamento con questa motorizzazione va benone. La coppia generosa di 250 Nm è "digerita" comodamente dal gruppo cambio, in quanto ben 100 Nm al di sotto del limite massimo di progettazione fissato in 350 Nm. È confortevole sia in modalità automatica che in manuale e sempre silenzioso. Il comportamento e le performance sono fortemente influenzate dall’interazione con l’Alfa DNA, il selettore manuale delle modalità di guida.

In A (Allweather) non l’abbiamo provato (scusateci ma l’adrenalina della pista ce ne ha fatto dimenticare); in N (Normal) la reazione è ben calibrata per massimizzare l’efficienza, riducendo i consumi, ed il comfort. Piccola pecca una leggera mancanza di grinta nei sorpassi, quando servirebbe uno spunto aggressivo ed invece il kickdown tarda un po’ ad arrivare o scala troppo pochi rapporti. In D (dynamic), chiaramente la più sportiva e non per nulla la nostra preferita, la "mappatura" del cambio è più aggressiva, regge più giri cambiando più tardi e scalando più rapidamente, garantendo maggiore divertimento e prestazioni.

Il comportamento su strada è bilanciato e stabile, grazie al peso ridotto di motore e cambio. Il volante, con sterzo dual pignon è sincero e trasmette bene le sollecitazioni delle ruote, copiando perfettamente il profilo dell’asfalto. Negli inserimenti più violenti risulta leggermente sottosterzante e la potenza e la coppia sono spesso un po’ eccessive per lo schema sospensivo anteriore, basato su un forse troppo semplice McPherson standard. Più affilato l’assetto Sport con i cerchi da 17 pollici. Il comfort con i 16" allarga e rolla di più in curva, ma il comfort è maggiore senza risultare troppo morbida.

In conclusione consigliamo sicuramente l’utilizzo dei paddle al volante (optional) in modalità manuale: in questo modo si è più padroni delle manovre, sfruttando il rapporto migliore e più sicuro, ci si diverte di più e non si ha quella fastidiosa sensazione di vuoto di coppia in frenata ad ingresso curva, aspettando che la centralina scelga il rapporto in autonomia. Comunque è sempre possibile, con l’automatico, sostituirsi al sistema agendo sui paddle (dopo 6 secondi torna nuovamente alla modalità iniziale).

2.0 JTDM Turbodiesel 170 CV

Stessa potenza ma alimentazione diversa. 170 CV, per 2 litri di cilindrata, con sovralimentazione turbo ad iniezione diretta. Chiaramente il diesel ha più coppia: 350 Nm, che satura i livelli massimi ammessi dall’Alfa TCT e si fa sentire eccome sotto il pedale dell’acceleratore. Su questa motorizzazione Alfa Romeo ci mette a disposizione per questa prova su strada solo vetture con assetto comfort. Peccato.

Tendenzialmente dal punto di vista dinamico non cambia molto rispetto al benzina. Il maggior peso del motore sbilancia un po’ l’equilibrio sull’anteriore, ma il "difetto" si recupera in curva, soprattutto in quelle più strette dove il maggior carico sull’avantreno agevola l’inserimento ed il raggiungimento del punto di corda. In uscita di curva, a pieno gas, l’alto livello di coppia anche a bassissimi regimi evidenzia ancora di più il sottosterzo di potenza, anche se il differenziale elettronico Q2 lavora egregiamente per mantenere la situazione sotto controllo.

Il cambio automatico a doppia frizione funziona bene anche qui. Eccome. In alcuni casi anche meglio rispetto al benzina, soprattutto in questo misto veloce del Circuito Langhe, dove il 3° rapporto basta per quasi tutti i tratti curvilinei, grazie alla inaspettata elasticità.

CONCLUSIONI

I giri in pista non sono mai troppi, ma le giornate di prova giungono ahimè sempre al termine, prima o poi. Decine di "rivoluzioni" tra i cordoli di Balocco a bordo dell’Alfa Romeo Giulietta TCT non sono bastate a farci cambiare idea sulla tipologia di cambio che preferiamo, lasciandoci "feticisti" del cambio manuale tradizionale, ma certo ci hanno dato la possibilità di apprezzare appieno le doti delle trasmissioni DCT a doppia frizione e soprattutto di questa interpretazione nazionale del sistema Alfa TCT.

Non la sceglieremmo su una nostra vettura ma la consigliamo vivamente a quei clienti sensibili all’impatto ambientale e alla riduzione delle spese di gestione che nel contempo non vogliono rinunciare a performance generose e piacere di guida tipico delle vetture Alfa Romeo, unite alla versatilità ed il comfort di una trasmissione automatica. Non dimentichiamoci infine che la trasmissione Alfa TCT, progettata e sviluppata da Fiat Powertrain Technology, è completamente costruita in Italia a Verrone, in provincia di Biella. Meglio di così!

Pubblicato il 25/01/2012
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