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Come va la nuova MINI Clubman - Approfondimento

Come va la nuova MINI Clubman - Approfondimento

La wagon MINI alla prima prova su strada: abbiamo provato in anteprima la versione Cooper S, sia con cambio automatico che manuale.

Video  MINI Clubman Principe di Galles by Garage Italia Customs

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L’appuntamento per il primo test ufficiale di MINI Clubman, la nuova wagon cui spetta il compito di rilanciare il marchio verso un pubblico più maturo, è in Svezia, a Stoccolma. Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, non c’è un vero e proprio motivo geografico per questa scelta: qui le strade sono sempre trafficate e l’andatura è rilassata, in questa stagione la pioggia si affaccia spesso, i rettilinei sono più lunghi e monotoni delle sezioni a curve su cui mettere alla prova l’assetto. Eppure questa è normalità, quindi, di fatto, l’habitat ideale di ogni vettura. E Clubman, alla sua terza generazione dopo l’originale dei Sessanta e la prima versione by Bmw Group dei Duemila, è proprio l’auto che più di tutte le MINI contemporanee investe la quotidianità con un carico di stile e di dettagli conquistati negli anni. Non stupisce se questa vettura, destinata a piacere a un pubblico più adulto rispetto alla ormai cresciuta Mini Generation, i ragazzi che hanno sancito il successo commerciale di Mini dalla rifondazione nel 2001, declina misure e dotazioni da automobile ‘vera’.

Nei 425 centimetri di lunghezza (267 di passo, 180 di larghezza, 144 altezza) coniuga spaziosità, abitabilità, manovrabilità: è confortevole, nel baule carica da 360 litri si passa a 1250 semplicemente abbattendo i sedili posteriori frazionati (40:20:40), tuttavia rimane compatta quanto basta per semplificare le manovre in città.

Rispetto alla berlina 5 porte è più lunga di 27 centimetri (larghezza +9, passo +10) e guadagna 7 centimetri fra le due file di sedili per distendere meglio le gambe; l’accesso è garantito dalle 4 porte, sei se si calcola l’intramontabile split-door da cui si accede al bagagliaio. L’apertura è automatica: o si preme il telecomando o, con le mani occupate, basta allungare il piede sotto il paraurti posteriore, una volta per aprire lo sportello di destra, due per l’apertura completa.

Colori e materiali esclusivi, dettagli e accessori con una forte partecipazione tecnologica, rendono Clubman una vettura desiderabile; un esempio è l’inedito tunnel centrale largo, spazioso, dove albergano la leva del cambio, il comando del freno a mano elettrico, quello del sofisticato sistema infotainment con servizi online e social.

I motori sono benzina o Diesel, a tre o quattro cilindri, tutti con tecnologia TwinPower Turbo e potenze comprese fra il 136 cavalli della versione Cooper (24.800 euro) e i 192 di Cooper S (28.800 euro). L’oggetto della nostra prova che, in alternativa alla versione di serie con cambio manuale a sei marce, si acquista anche con l’automatico Steptronic a otto rapporti. A Stoccolma l’abbiamo guidata in entrambe le configurazioni, riconoscendo all’automatico una praticità ormai imprescindibile: in generale Clubman Cooper S è sufficientemente parca nei consumi, docile il giusto per affrontare qualche inserimento senza associare il pensiero della nostra wagon alla tipica giardinetta familiare, ha una dote importante di servizi elettronici di sicurezza attiva. Si comandano dal volante multifunzione, aiutano a semplificare la vita.




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