Notizie dal Mondo dei Motori
Patente a ore e Multe a rate

Patente a ore e Multe a rate

Una Circolare del ministero dell’Interno fa chiarezza: chi subisce la sospensione della patente, può chiedere una licenza di tre ore massimo, però unicamente per le infrazioni non a carattere penale. E chi ha redditi bassi può pagare le multe a rate.

Dimensione Carattere:

Facciamo un passo indietro, a fine luglio 2010, quando il nuovo Codice della strada introduce una norma di grande importanza sulla sospensione della patente. Stando alla regola del Codice riformato, chi commette una grave infrazione e subisce la sospensione della patente, può chiedere al Prefetto un permesso di guida a ore di massimo tre al giorno. Purché dalla commessa violazione non sia derivato un incidente. Altro requisito fondamentale; serve, in base al Codice, un adeguato e documentato motivo: può essere la necessità di accompagnare un disabile; oppure una ragione professionale. In questo secondo caso, deve risultare impossibile raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici. Ma esattamente, a chi era rivolta la norma? A tutti coloro che subivano la sospensione della patente, inclusi i trasgressori beccati con un tasso alcolemico elevatissimo o in stato alterato da droghe?

Ed ecco la Circolare del ministero dell’Interno tanto attesa, la numero 6535 del 22 aprile 2011, che fa chiarezza: la patente a ore (massimo tre) viene concessa dal Prefetto solo per violazioni non a carattere penale. Rientrano quindi gli stati d’ebbrezza con un tasso alcolemico inferiore a 0,8 grammi per litro. Per chi è ancora più ubriaco, si ricade nel penale. Né chi è "bevuto" con oltre 0,8 grammi/litro né chi è "fatto" di droghe.

Comunque, la Circolare ribadisce (ma questo valeva pure prima) che, ottenuto il permesso a ore, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore concesse. Il Prefetto, sempre se dà l’ok, lo concede solo una volta.

Altra novità fondamentale: stando sempre a quella Circolare, non serve un Decreto attuativo per dare il via alle multe a rate. Ne ha già diritto chi è sotto i 10.628,16 euro l’anno. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, si sommano i redditi conseguiti nel medesimo periodo: limiti di reddito, 1.032,91 euro per ognuno dei familiari. E in ogni caso, la multa dev’essere di almeno 200 euro.

Tuttavia, non scatta nulla in automatico. La procedura per ottenere la rateizzazione è complessa. La domanda si presenta al Prefetto se la violazione è stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti di Stato. Oppure, se l’infrazione è stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, di Regioni, Province o Comuni, serve fare domanda al presidente della giunta regionale, al presidente della giunta provinciale o al sindaco. A questo punto, bisogna attendere l’eventuale approvazione entro 90 giorni dal ricevimento della domanda. Funziona così: se non ti rispondono, la risposta alla domanda è no. Una specie di silenzio-non assenso. Scaduti i 90 giorni, hai altri 30 giorni per pagare la sanzione senza rate.

Al massimo, 12 rate per una multa di non oltre i 2.000 euro; fino a 24 rate da quella somma a 5.000 euro; un tetto di 60 rate oltre i 5.000 di sanzione.

Se invece rispondono, allora la risposta è sì. Qui però non si scherza: non paghi la prima rata (oppure la paghi e poi salti due pagamenti anche non consecutivi)? Stop all’agevolazione.




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati