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Fiat chiede 20 milioni ad Annozero

Fiat chiede 20 milioni ad Annozero

Fiat non ci sta: dopo che la trasmissione tv Annozero ha messo a confronto tre auto, da cui l’Alfa MiTo è uscita perdente, il Lingotto chiede 20 milioni di danni ai responsabili del programma. Le prestazioni sarebbero "illustrate in modo strumentale".

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La vicenda ha scatenato polemiche sin dall’origine, ossia dalla trasmissione tv Annozero (Rai2) del 2 dicembre scorso. Sotto la conduzione di Michele Santoro, s’è parlato della strategia manageriale dell’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne. Quindi, d’improvviso, ecco il confronto su pista tra l’Alfa Romeo MiTo (Gruppo Fiat) e due sue rivali pepatine, Citroën DS3 e Mini. La lotta a tre s’è svolta sul circuito di Vairano di Vidigulfo (Pavia), sotto il nevischio, con l’asfalto scivoloso. Il tutto organizzato da Quattroruote. Trionfa la Mini, medaglia d’argento per la Citroën, ultima la MiTo. Che in studio viene criticata da alcuni ospiti, con ironie successive sul Biscione in generale, che dovrebbe fare macchine sportive all’altezza delle altre Case, non riuscendovi (questo il succo del discorso).

Nella confusione più totale dello studio di Annozero, con qualche ospite che azzarda una difesa della MiTo sostenendo che si deve valutare (fra l’altro) la cilindrata delle tre macchine (in realtà, contano i cavalli...). A parte la velocità, nulla si dice e non c’è confronto di altre importanti caratteristiche dei veicoli, dalla sicurezza all’affidabilità.

Di qui l’ira di Fiat, che ha dato mandato ai propri legali per intraprendere un’azione giudiziaria nei confronti dei responsabili della trasmissione televisiva Annozero: nel mirino, le affermazioni andate in onda nella puntata del 2 dicembre "fortemente denigratorie e lesive dell’immagine e dell’onorabilità della società, dei suoi prodotti e dei suoi dipendenti fatte a commento di una pseudo-prova comparativa". Attenti alle parole: "pseudo-prova comparativa", perché è proprio su questo punto che si gioca la questione.

In particolare, Fiat lamenta che in modo del tutto strumentale, Annozero abbia illustrato le prestazioni di tre autovetture, fra cui una Alfa Romeo MiTo, impegnate in un test apparentemente eseguito nella stagione autunnale, per concludere, sulla sola base dei dati relativi alla velocità, che i risultati di questo test avrebbero dimostrato una asserita inferiorità tecnica complessiva della MiTo.

Leggete che fendenti. Secondo Fiat, si trattava di una ripresa televisiva che è stata artificialmente collegata a una prova comparativa condotta nella stagione primaverile, non con le stesse vetture, dal mensile Quattroruote e poi pubblicata nel numero dello scorso mese di giugno di questa rivista.

Cosa ancora non ha digerito Fiat? Il fatto che la valutazione globale di Quattroruote, risultante dalla comparazione dei dati relativi alle prestazioni tecniche, alla sicurezza e al confort ha attribuito all’Alfa Romeo MiTo in versione Quadrifoglio (1.368 cc) una votazione superiore a quella della Citroën DS3 THP (1.598 cc) e della Mini Cooper S (1.598 cc).

In ultimo, ecco il riferimento di Fiat ai dipendenti. "Anche a tutela delle migliaia di lavoratori che quotidianamente danno il loro contributo alla realizzazione di prodotti sicuri e tecnologicamente avanzati", intraprende un’azione di risarcimento danni, il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza.

In questo caso, la libertà di stampa e di parola non c’entra nulla. Non è la situazine giusta per scandalizzarsi perché un’azienda chiede i danni dopo un servizio giornalistico. Il problema sta nella qualità del servizio stesso, dovuto ai tempi della tv: sul piccolo schermo, tutto passa a tremila all’ora, non c’è né lo spazio né la voglia di approfondire un minimo, di riflettere su concetti elementari prima di dare un giudizio. Tutto in funzione dell’audience.




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